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Alle sorgenti del Po

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L'estate nella pianura padana è una lotta continua tra l'umidità e le zanzare. Umidità di giorno e di notte. Zanzare di giorno e di notte. Quindi, un torrido sabato di piena estate mi ha detto: ti porto in alto, lontano dal caldo e dalle zanzare. Ci siamo diretti sul Monviso, alle sorgenti del Po. Ho indossato la mia divisa estiva da camminatrice: canottiera e pantaloncini. Dopo aver parcheggiato abbiamo iniziato la "scalata". Non è troppo impegnativa, ma bisogna tener conto che c'è un certo dislivello, servono scarpe adatte. Per chi come me è abituato a vedere il Po ampio e placido, trovarsi di fronte al torrente dove tutto ha inizio è stata una sensazione straniante (sì lo so che dovevo aspettarmelo, ma dal vero è tutta un'altra cosa). Superata la sorgente, siamo saliti ancora un po' verso il Pian del Re . Lo spettacolo lascia a bocca aperta! Un paesaggio da cartolina, diversi laghetti che riflettono le montagne, una favola! Peccato per le ...

Neive

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Nel post precedente ho acccennato alla Donna selvatica che scavalica le colline . Avevo trovato delle illustrazioni nel ristorante dell'Agriturismo Arco dei Nobili e mi aveva stragata. Alle pareti sono appesi dei quadri con dei disegni  naϊf di una bellezza incantatrice. Presa da alre cose non avevo approfondito. Qualche mese dopo ci siamo recati a Neive per una delle nostre gite all'insegna dell'arte e del vino. Neive è uno dei borghi più belli d'Italia ed è inserito nei paesaggi vitivinicoli Patrimonio dell'umanità dell'Unesco . Neive deve il suo nome a una nobile famiglia romana, la gens Naevia , fu infatti un immportante insediamento romano sulla via Aemilia Scauri. Nel Mediovevo fu soggetto alle invasioni barbariche, sul monte più alto venne costruito un castello per difendersi dai Saraceni. L'abitato si sviluppa in senso circolare attorno al castello. Partendo dalla Piazza Italia si può scegliere se salire da destra o da sinistra percorrendo ...

Monforte

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Monforte (Mons fortis) è un delizioso paese arroccato sulla sommità di un colle. Si sale attraverso ripide stradine che offrono infiniti, bellissimi scorci, ad ogni svolta ci si trova davanti un angolo caratteristico, un dettaglio curioso. Nella parte più alta e antica sitrova il quartiere della Saracca di origine medievale. Il quartire dà il nome alla manifestazione che si tiene ogni anno il lunedì di Pasquetta. Si tratta di un percorso enogastronomico a tappe che si sviluppa nel centro storico. Si inizia ai piedi del colle con la possibilità di acquistare il bicchiere con la caratteristica borsetta e i buoni per gli assaggi (se non si vuole prendere il menu completo, si può di acquistare il buono per il singolo assaggio). La prima tappa, l'antipasto, offre le bagasse , degli straccetti di pasta di pane fritta con del lardo e il primo bicchiere di vino. Si sale poi fino all'antica chiesa dove viene servito un piatto di pasta e il secondo bicchiere di vino. Qui ci si pu...

Roero, dove tutto ebbe inizio

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Il mio viaggio alla conoscenza del Piemonte è iniziato dal Roero , regione di cui non conoscevo l’esistenza, e della quale mi sono immediatamente innamorata. La prima cosa che ho imparato è che il Roero è diviso dalle Langhe dal fiume Tanaro un confine naturale che ha segnato il destino di queste terre. In quei giorni, ascoltando le chiacchiere tra piemontesi e cercando di carpire il più possibile, ho capito che: le Langhe sono conosciute in tutto il mondo. Il Roero no; nelle Langhe vengono prodotti vini conosciuti in tutto il mondo. Nel Roero no; le Langhe sono meta di un turismo di lusso. Il Roero no; quelli delle Langhe se la tirano. Quelli del Roero no. Il Roero mi è stato subito simpatico. Durante la nostra piccola vacanza abbiamo alloggiato presso la Casa Scap arone. Si tratta di un gruppo di edifici, originari del 1500, restaurati e fatti rivivere. L’accoglienza è ottima (quando ti accolgono con un bicchiere di vino è sempre un buon segno) e l’atmosfera è squ...

Piemonte #2

Piano piano i parenti di Alessandria hanno smesso di invadere le nostre case e il Piemonte, nella mia testa, è stato relegato in un cassetto dimenticato. Fino a quando ha iniziato a ripresentarsi insistentemente tra le pagine dei libri che leggevo. Uno dietro l’altro, per caso, i libri che leggevo parlavano di Piemonte. Che il fato stesse cercando di dirmi qualcosa? Probabilmente sì. Dopo poco, infatti, ho incontrato quello che sarebbe diventato il mio compagno: un piemontese! È così che inizia il mio viaggio alla scoperta del Piemonte.

Piemonte

Per molto tempo, per me, il Piemonte erano i parenti da Alessandria. Il fratello di mio nonno, come molti altri veneti, nel dopoguerra lasciò la sua terra per cercare fortuna in Piemonte. Lì prese moglie e, obbedendo al precetto divino, la coppia crebbe e si moltiplicò. Il mio prozio, e la sua discendenza, non dimenticarono i luoghi di origene e ogni anno ad agosto ritornavano “a casa”. In un’epoca in cui non esistevano i cellulari, e non avevamo nemmeno il telefono fisso, il loro arrivo non era preannunciato. Noi sapevamo che arrivavano ad agosto, il giorno lo decidevano loro. Così l’ultima settimana di luglio era dedicata alle pulizie della casa, mia mamma mi costringeva a pulire ogni remoto angolo, nulla doveva essere risparmiato. Dal 1 agosto iniziava l’attesa. Aspettavamo con tensione (i miei genitori) e terrore (io) i parenti da Alessandria. Poi un giorno si materializzavano, in un gruppo sempre diverso e sempre più numeroso. Iniziava così la conta e la ditribuzione...