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Piemonte #2

Piano piano i parenti di Alessandria hanno smesso di invadere le nostre case e il Piemonte, nella mia testa, è stato relegato in un cassetto dimenticato. Fino a quando ha iniziato a ripresentarsi insistentemente tra le pagine dei libri che leggevo. Uno dietro l’altro, per caso, i libri che leggevo parlavano di Piemonte. Che il fato stesse cercando di dirmi qualcosa? Probabilmente sì. Dopo poco, infatti, ho incontrato quello che sarebbe diventato il mio compagno: un piemontese! È così che inizia il mio viaggio alla scoperta del Piemonte.

Piemonte

Per molto tempo, per me, il Piemonte erano i parenti da Alessandria. Il fratello di mio nonno, come molti altri veneti, nel dopoguerra lasciò la sua terra per cercare fortuna in Piemonte. Lì prese moglie e, obbedendo al precetto divino, la coppia crebbe e si moltiplicò. Il mio prozio, e la sua discendenza, non dimenticarono i luoghi di origene e ogni anno ad agosto ritornavano “a casa”. In un’epoca in cui non esistevano i cellulari, e non avevamo nemmeno il telefono fisso, il loro arrivo non era preannunciato. Noi sapevamo che arrivavano ad agosto, il giorno lo decidevano loro. Così l’ultima settimana di luglio era dedicata alle pulizie della casa, mia mamma mi costringeva a pulire ogni remoto angolo, nulla doveva essere risparmiato. Dal 1 agosto iniziava l’attesa. Aspettavamo con tensione (i miei genitori) e terrore (io) i parenti da Alessandria. Poi un giorno si materializzavano, in un gruppo sempre diverso e sempre più numeroso. Iniziava così la conta e la ditribuzione...