Alle sorgenti del Po
L'estate nella pianura padana è una lotta continua tra l'umidità e le zanzare.
Umidità di giorno e di notte. Zanzare di giorno e di notte.
Quindi, un torrido sabato di piena estate mi ha detto: ti porto in alto, lontano dal caldo e dalle zanzare.
Ci siamo diretti sul Monviso, alle sorgenti del Po.
Ho indossato la mia divisa estiva da camminatrice: canottiera e pantaloncini.
Dopo aver parcheggiato abbiamo iniziato la "scalata". Non è troppo impegnativa, ma bisogna tener conto che c'è un certo dislivello, servono scarpe adatte.
Per chi come me è abituato a vedere il Po ampio e placido, trovarsi di fronte al torrente dove tutto ha inizio è stata una sensazione straniante (sì lo so che dovevo aspettarmelo, ma dal vero è tutta un'altra cosa).
Superata la sorgente, siamo saliti ancora un po' verso il Pian del Re.
Lo spettacolo lascia a bocca aperta!
Un paesaggio da cartolina, diversi laghetti che riflettono le montagne, una favola! Peccato per le zanzare.
Sì perché la zona è paludosa, l'ambiente ideale per il proliferare delle zanzare che mi hanno subito riconosciuta e mi hanno riservato un trattamento speciale: mi hanno avvolto nel loro abbraccio e non mi hanno più lasciata.
Ho camminato per un po' avvolta da una nuvola grigia, poi mi sono arresa, gonfia e piena di prurito.
Il senso di frustrazione era aumentato dal fatto che, guardandomi attorno, ero l'unica a roteare le mani come un mulino a vento. Sembrava che le zanzare fossero tutte attorno a me.
Morale della favola: non fidarti di chi ti dice "qui non ci sono zanzare", ovunque tu sia, loro ti troveranno.
Per fortuna ci si può consolare con una bella polenta concia!
Umidità di giorno e di notte. Zanzare di giorno e di notte.
Quindi, un torrido sabato di piena estate mi ha detto: ti porto in alto, lontano dal caldo e dalle zanzare.
Ci siamo diretti sul Monviso, alle sorgenti del Po.
Ho indossato la mia divisa estiva da camminatrice: canottiera e pantaloncini.
Dopo aver parcheggiato abbiamo iniziato la "scalata". Non è troppo impegnativa, ma bisogna tener conto che c'è un certo dislivello, servono scarpe adatte.
Per chi come me è abituato a vedere il Po ampio e placido, trovarsi di fronte al torrente dove tutto ha inizio è stata una sensazione straniante (sì lo so che dovevo aspettarmelo, ma dal vero è tutta un'altra cosa).
Superata la sorgente, siamo saliti ancora un po' verso il Pian del Re.
Lo spettacolo lascia a bocca aperta!
Un paesaggio da cartolina, diversi laghetti che riflettono le montagne, una favola! Peccato per le zanzare.
Sì perché la zona è paludosa, l'ambiente ideale per il proliferare delle zanzare che mi hanno subito riconosciuta e mi hanno riservato un trattamento speciale: mi hanno avvolto nel loro abbraccio e non mi hanno più lasciata.
Ho camminato per un po' avvolta da una nuvola grigia, poi mi sono arresa, gonfia e piena di prurito.
Il senso di frustrazione era aumentato dal fatto che, guardandomi attorno, ero l'unica a roteare le mani come un mulino a vento. Sembrava che le zanzare fossero tutte attorno a me.
Morale della favola: non fidarti di chi ti dice "qui non ci sono zanzare", ovunque tu sia, loro ti troveranno.
Per fortuna ci si può consolare con una bella polenta concia!










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